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Illeciti delle Nazioni Unite e tutela dell’individuo / Martina Buscemi

cover volume

 PRESENTAZIONE DEL VOLUME

(a cura dell’autore o del curatore)


Informazioni generali

Autore: Martina Buscemi
Titolo del volume: Illeciti delle Nazioni Unite e tutela dell’individuo

 

L’opera è edita con il contributo dell’Università degli Studi di Milano,
ed è stata realizzata nell’ambito del progetto “Dipartimenti di Eccellenza”,
con particolare riferimento alla linea di ricerca:
“Develop effective, accountable and transparent institutions at all levels

 

Il volume si propone di offrire un contributo allo studio della responsabilità delle Nazioni Unite per violazioni dei diritti umani, dal punto di vista della tutela dell’individuo. L’analisi si inserisce nella tendenza recente ad esaminare i processi di ‘responsabilizzazione’ in atto nelle, e nei confronti delle, organizzazioni internazionali. L’attenzione della scienza giuridica internazionalista al fenomeno delle organizzazioni si è infatti spostata dal funzionamento (interno) delle organizzazioni al controllo del loro operato, sia dalla prospettiva (esterna) della responsabilità internazionale che da quella (interna) della cd. accountability.

In questo quadro, la presente ricerca ambisce a ricostruire in modo sistematico l’assetto dei rimedi disponibili in caso di violazioni dei diritti umani attribuibili alle Nazioni Unite e ai loro Stati membri, con l’obiettivo di fare emergere i caratteri e l’interrelazione dei mezzi di ricorso, anche di quelli meno indagati nella letteratura scientifica. Infatti, se l’attenzione della dottrina si è ad oggi concentrata, prevalentemente, sull’insaturazione di ricorsi individuali nei confronti delle Nazioni Unite e degli Stati membri, e dunque sul problema delle immunità dell’Organizzazione e dell’attribuzione della condotta allo Stato membro e/o all’Organizzazione, il presente studio approfondisce anche altri mezzi di tutela e le questioni ad essi collegate. Tra questi, merita attenzione l’azione promossa dallo Stato a beneficio dell’individuo vis-à-vis l’Organizzazione, così come l’intero impianto dei rimedi stabiliti nell’ordinamento giuridico delle Nazioni Unite, i quali, solitamente, sono presi in considerazione solo singolarmente. Quest’ultimo ambito d’indagine mette in evidenza l’esistenza di forme di controllo, ascrivibili al modello della cd. accountability, alternative allo schema della responsabilità da fatto illecito consacrato dalla Commissione di diritto internazionale.

Alla luce della ricostruzione della prassi, e preso atto delle limitate aspettative di effettività nei confronti degli strumenti previsti dal regime generale della responsabilità internazionale, le conclusioni della presente ricerca mirano a fare emergere, da un lato, i diversi fattori – anche quelli politici, economici e sociali – che incidono sul rispetto spontaneo dell’obbligo di offrire un rimedio all’individuo leso e, dall’altro lato, l’interazione tra i diversi regimi di ‘responsabilità’ operativi in questo contesto.

La struttura dell’opera è suddivisa in tre parti.

Il lavoro si apre con un’introduzione in cui viene esaminato il quadro normativo di riferimento e vengono esposte e discusse le due premesse giuridiche fondamentali della ricerca (Parte Prima). L’attenzione è rivolta, in primo luogo, alla disciplina della responsabilità da fatto illecito delle organizzazioni e degli Stati membri codificata dalla Commissione di diritto internazionale (capitolo I) e, in secondo luogo, alla questione dell’esistenza di obblighi in capo alle organizzazioni di garantire all’individuo il diritto a un rimedio e alla riparazione (capitolo II).

La parte centrale del lavoro è dedicata all’analisi della prassi relativa ai rimedi disponibili nello scenario in esame (Parte Seconda). La ricostruzione della prassi si articola in tre parti che corrispondono ai tre principali mezzi attraverso cui l’individuo può ottenere una forma di tutela nell’ordinamento internazionale: l’azione promossa dallo Stato nei confronti delle Nazioni Unite a beneficio dell’individuo (capitolo III); l’azione esercitata dall’individuo nei confronti degli Stati membri dinanzi agli organismi di garanzia istituiti dai trattati sui diritti umani (capitolo IV); e l’azione avanzata dall’individuo nei confronti delle Nazioni Unite dinanzi ai meccanismi di risoluzione delle controversie stabiliti in seno all’Organizzazione (capitolo V). Ciascuno dei tre capitoli in cui è suddivisa la prassi è, a sua volta, ripartito in una premessa sull’azione oggetto di esame seguita da due sezioni di analisi, da cui emerge una chiara distinzione tra lo stato dell’arte e le prospettive de iure condendo.

Lo studio è completato da una parte conclusiva (Parte Terza), contenente alcune riflessioni finali sugli incentivi alla realizzazione, le aspettative di effettività e l’interazione dei rimedi esaminati (capitolo VI).

Nonostante l’attenzione sia rivolta alle azioni esperibili nell’ordinamento internazionale, l’esame dei ricorsi promossi dall’individuo dinanzi ai tribunali nazionali non è del tutto trascurato. La dimensione domestica emerge comunque dall’analisi condotta, ora quale presupposto d’azione dinanzi agli organismi internazionali (quasi-)giurisdizionali, ora quale elemento di contesto nell’esame dei mezzi di ricorso azionati nell’ordinamento internazionale.

La struttura così (t)ripartita, oltre a rispondere ad un’esigenza di sistematizzazione della materia in esame, può adattarsi a fungere da schema di analisi di illeciti commessi anche da altre organizzazioni internazionali. Infatti, benché lo studio si focalizzi sulla responsabilità delle Nazioni Unite, alcune delle riflessioni sviluppate, soprattutto quelle ospitate nella parte introduttiva e finale, possono assumere rilevanza anche in relazione ad altre organizzazioni.

 

 

Casa editrice e luogo di stampa:Editoriale Scientifica, Napoli
Anno di pubblicazione:2020
Pagine complessive e costo del volume:pp. ix – 386; 38 euro

03 novembre 2020
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